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Alfredo Cospito e le malattie delle procure

 Dica 23! Alfredo Cospito condannato a 23 anni di carcere. La fotografia del fallimento dello stato.  Il dissenso non è gradito ai cani da guardia della repressione  Sì. Purtroppo è tutto vero. Alfredo Cospito è stato condannato per un reato che non ha provocato né morti né feriti. È stato condannato su base intenzionale, perché poteva ferire . Ovviamente questa asserzione non è per nulla veritiera. Quello su cui mi vorrei soffermare non è l'assurda mancanza di proporzione in relazione a quanto commesso, ma sul processo alle idee da parte delle procure e dei professionisti dell' "ordine". Difatti, di può notare come il caso Cospito, oltre che per Alfredo stesso, porti conseguenze anche per coloro i quali esprimono solidarietà all'anarchico. Si è provveduto a diversi sequestri di supporti informatici, libri e materiali anarchici. Ancora una volta, notiamo come nel nostro paese le forze dell'ordine e la magistratura preferiscano colpire chi non porta nessun peri

Calenda e i social: come ti tolgo la libertà

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Calenda, il liberale illiberale Calenda è il politico più squallido che l'Italia possa avere al momento. Lasciando stare le idee politiche, insindacabili, Calenda sembra fare, per pura convenienza elettorale, i'illiberale. La sua ultima proposta, che manda a farsi benedire ogni principio logico e liberale, è quella di vietare i social fino ai 13 anni (sono già vietati), perché non ci sarebbe un controllo sull'età inserita dai minori. È vero, ma questo fenomeno non si può arrestare, poiché qualunque metodo di controllo sarebbe propedeutico all'aumento dell'uso dei suddetti .Un bambino, e specialmente un ragazzino di 12 anni, ci mette poco a prendere una carta di credito e bypassare i controlli, come già visto su YouTube, dove dei bambini donavano ad alcuni YouTuber centinaia di euro. Ed inoltre il progressista pulciaro de Roma vuole instaurare fino ai 15 anni il consenso dei genitori. Vi immaginate un ragazzo di 15 anni che chiede a sua madre se può navigare sui sit

Onde emotive: un problema (purtroppo) irrisolvibile

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L'Italia non guarirà mai dalle "onde emotive" Il nostro paese, purtroppo, in certi casi è un paese fortemente emotivo, allergico alle norme legali più basilari. Ogni volta che qualcuno si macchia di un delitto, specialmente contro donne e bambini, viene indicata come pena, dal furore popolare, l'ergastolo. C'è un dettaglio non irrilevante. L'ergastolo si dà molto raramente in casi del genere e oltretutto è incostituzionale. So che per molti di noi l'articolo 27 della costituzione pare non esistere, ma fortunatamente lo abbiamo. E dice che è incostituzionale. Le nostre leggi dicono inoltre che in un caso come quello dell'omicidio della Tramontano, non si può concepire l'aggravante della premeditazione. In questo momento i politici stanno ratificando un Codice Rosso raffazzonato, che non risolverà nulla, sfruttando in maniera indegna i femminicidi avvenuti negli ultimi giorni, riuscendo persino a servirsi di questi per compromettere il diritto all

Ordine vuol dire disastro

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Il disordine dell'ordine Aumentano le violenze da parte delle forze dell'ordine nel nostro paese: la politica securitaria non funziona e produce disordini.  Nella giornata di ieri l'Italia si sveglia con una notizia sconvolgente e ormai quasi scontata. A Verona degli agenti pestano i detenuti ( uno viene addirittura utilizzato come spugna per pulire i pavimenti). Ormai tutto è concesso nella retorica punitiva italica, poiché si crede che i detenuti siano inferiori agli altri esseri umani e che l'umanità sia passata di moda. Che ne è dei codici identificativi? Delle misure di controllo su questo corpo statale? Non ci rimane che sperare che per i poliziotti non finisca tutto con una pacca sulla spalla, specialmente adesso che il resto di tortura sarà sempre più compromesso. La prevenzione serve molto di più della sicurezza e ne riduce i danni. Ma l'Italia, purtroppo non è uno stato civile e se fai parte di un'ordine che garantisce "sicurezza" sei autoriz

Come costruire un'idea nuova di giustizia eliminando il sentimentalismo

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Italia: elimina il sentimentalismo dalle analisi giudiziarie! Nel nostro paese. quando si parla di giustizia si tende a far prevalere il sentimentalismo. misto a complottismo spicciolo. Soprattutto quando se ne parla in chiave riparativa. Perchè si crede che le persone siano quasi sempre i mostri dipinti dalle prime pagine dei giornali. L'ultima polemica del giustizialismo a targhe alterne nostrano riguarda il fatto che Fioravanti, terrorista fascista tra i responsabili della strage di Bologna, possa parlare. Non mi rifarò all'articolo di Tempi, perché è un giornale fascista, omofobo e antilibertario. Dirò soltanto che Fioravanti scrive per Nessuno tocchi Caino sull'Unità. Adesso si occupa dei diritti dei detenuti e parla di carcere. Non di fascismo. Ed inoltre ha già scontato la sua pena. È una persona abietta? Sì. Mi fa schifo? Sì Ma può scrivere. Perché ha scontato la sua pena. Inoltre scrivere per me conicide con l'esistenza di una persona e impedirglielo costituire